Uspenski, la cattedrale ortodossa di Helsinki

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Uspenski, la cattedrale ortodossa di Helsinki © Andrea Lessona

Uspenski, la cattedrale ortodossa di Helsinki © Andrea Lessona

Nel cielo nuvolo di Helsinki, le cupole d’oro di Uspenski brillano a 22 carati sulla collina di Katajanokka. È lassù che i mattoni rossi della chiesa ortodossa più grande della Finlandia e dell’Europa nordoccidentale occupano l’orizzonte.

Ed è lassù che passo dopo passo mi sto avvicinando salendo il declivio che dal livello del mar Baltico porta sul promontorio dove la cattedrale è stata edificata seguendo il disegno dell’architetto russo Alexey Gornostaev (1808–1862).

Circondata dal verde dell’altura, la struttura fu realizzata in sei anni quando Helsinki era la capitale del Gran Ducato di Finlandia. I lavori iniziarono pochi mesi dopo la morte di chi l’aveva progettata e terminarono nel 1868.

Raggiunto il piazzale e ripreso fiato nel vento, entro nella chiesa. Il silenzio è rigoroso, nemmeno i passi hanno suono. Lo spazio interno è grande ed è delimitato da quattro colonne di granito. È il tipico stile dai canoni bizantini diverso da quello slavo delle mura esterne.

Uspenski ricorda molto la chiesa dell’Ascensione di Kolomenskoje in Russia, ed è dedicata a Maria come vuole il nome della cattedrale che deriva dalla parola slava uspenje. Il suo significato è dormizione (o morte). Infatti si crede che la madre di Gesù non sia morta, ma solo caduta in un sonno profondo, prima di assurgere in Cielo.

Attento a non rompere il silenzio, mi siedo in un angolo proprio dove c’è l’immancabile banchetto che vende oggetti religiosi. Volgo lo sguardo e lo indirizzo davanti a me nella bellezza dell’iconostasi. La parete divisoria che separa la navata è decorata da icone superbe.

Purtroppo un cordone rosso cinge il presbiterio, area dove solo i religiosi possono accedere per celebrare la messa. A me non resta che questo spazio vuoto davanti, in cui gli occhi si perdono e le preghiere si propagano.

Il via vai continuo di turisti mi costringe ad alzarmi e uscire. A migliaia, locali e stranieri, visitano ogni anno la chiesa ortodossa di Uspenski. Fuori sul piazzale, guardo come in un gioco di specchi l’altra cattedrale di Helsinki: Tuomiokirkko, quella bianca e ortodossa, riempie lo skyline della capitale finlandese.

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