Tampere, Finlandia d’orizzonte

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Tampere, Finlandia © Andrea Lessona

Tampere, Finlandia © Andrea Lessona

L’orizzonte di Tampere ruota intorno a me. Attraversa le pareti vetro della Torre panoramica Näsinneula e mi riempie gli occhi. Seduto al tavolo del suo ristorante girevole, guardo la terza città della Finlandia distendersi da 124 metri d’altezza.

Sono salito sin quassù con l’ascensore: appena 27 secondi per lasciare il suolo e conquistare il cielo. E godere di scenari e sapori unici: quelli che solo il più grande edificio d’osservazione dei paesi nordici e la migliore cucina finnica possono offrire.

La struttura, aperta nel 1971, è inserita nel Särkanniemi Adventure Park. Il parco nel cuore di Tampere ospita anche l’Aquarium, il Delfinario, il Planetario, lo Zoo per i bambini e il Museo d’Arte Sara Hildén.

Una struttura polivalente e polifunzionale in cui spicca questo pinnacolo di cemento, alto in tutto 168 metri, e visibile da ogni angolo della città. Nei giorni in cui il cielo è orfano di grigio, l’orizzonte non ha più segreti.

Mentre assapori le portate, godi di uno scenario unico. Proprio come sto facendo io. Così tra un piatto e l’altro posso rivedere in scala la Tampere che ho scoperto stamattina.

Lì, davanti a me, proprio dove i laghi Pyhäjärvi e Näsiselkä si uniscono e formano le rapide Tammerkoski è nata la città e la sua fortuna. La storia racconta che nel XV sorgono nella zona alcuni mulini e un centro di scambio. Trecento anni dopo il re svedese ordina la costruzione di officine artigiane e garantisce il libero commercio.

In questo modo il villaggio diventa cittadina. Tanto che nel XIX secolo con l’arrivo dei primi industriali, tra cui lo scozzese James Finlayson, Tampere assume la foggia attuale: il fumo delle ciminiere mischia il suo plumbeo a quello delle nuvole, e sporca i mattoni rossi degli edifici. Ecco perché qui dicono che “La Natura ha fatto le rapide, e le rapide hanno fatto Tampere”.

Torre panoramica Näsinneula © Andrea Lessona

Torre panoramica Näsinneula © Andrea Lessona

Ma la città, simbolo dell’industrializzazione finnica, è un posto che negli anni ha saputo andare oltre, e valorizzare il passato in un’ottica futura: una dimensione d’uomo da vivere e condividere con i suoi oltre 200 mila abitanti.

Così, mentre il cameriere mi porta l’antipasto, da quassù intuisco i tetti dell’Hämeenkatu, la via principale che ho camminato stamane: una retta brulicante di persone e negozi che dalla stazione ferroviaria corre verso la chiesa ortodossa di Alessandro.

Poco più in là il ponte, abbellito nelle sue testate dalle statue di Wäinö Aaltonen, passa sopra il canale Tammerkoski che divide i giardini, verde curato e respiro libero di Tampere.

Oltre, a primo iniziato, arrivo a Keskustori. Sulla piazza centrale si alza il Municipio, Raatihuone, il Teatro e la Vanhakirkko, la chiesa vecchia in legno del 1824 con il campanile a sé del 1828. E’ il cuore della città dove si tengono manifestazioni a cielo aperto durante tutto l’anno.

Mentre attendo il secondo, cammino nel ricordo verso la Filatura Finlayson, impresa e sogno reale di un uomo scozzese venuto qui a portare la sua conoscenza e a costruire un impero. Fu lui che sfruttando le famose rapide fece risplendere Tampere impiegando nel 1870 ben 2300 lavoratrici.

L’imprenditore realizzò un vero e proprio villaggio con la propria residenza, la banca, l’ospedale, la scuola, la casa per i bambini e la chiesa. Ben diversa dalla Cattedrale che con il campanile buca il cielo, e riesco a vedere piccola dalla Torre Panoramica.

Oggi ho pregato tra le navate, simbolo dello stile architettonico del Romanticismo nazionalista finlandese. Progettato da Lars Sonck, l’edificio venne ultimato nel 1907. Nel suo interno ho visto la luce filtrare dalle vetrate istoriate e scivolare nella penombra degli affreschi di Hugo Simberg.

Al dolce, raggiungo Kaleva, l’altra grande chiesa di Tampere, costruita in stile moderno tra il 1964 e il 1966. La sua forma è quella di un pesce, vecchio simbolo cristiano. L’edificio ha 18 porte e 18 finestre. Dentro può accogliere sino a 1120 fedeli con 115 posti per i membri del coro. Il campanile ha la foggia di un crocefisso e diffonde il suono di tre campane nel cielo.

Cielo che ora quassù si è fatto buio, sipario calato sul tramonto di Tampere. Così, finita la cena e il giro panoramico da 124 metri sulla piattaforma rotante del ristorante Näsinneula, prendo l’ascensore e riconquisto la terra.

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