Kerimäki, la chiesa in legno più grande al mondo

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Kerimäki, la chiesa in legno più grande al mondo © Andrea Lessona

Kerimäki, la chiesa in legno più grande al mondo © Andrea Lessona

La voce del coro si diffonde nell’immensità lignea di Kerimaki. Vicino all’altare della più grande chiesa in legno al mondo, ascolto il Suomen laulu, il “Canto della Finlandia”, intonato dai 12 uomini dinnanzi a me.

“Senti come suona la musica, come risuona la musica del kantele di Väinämöinen!/ Senti come respirano i pini, senti come tuonano le cascate!/ Guarda, la neve scintilla sotto il sole del nord!/ Guarda, il cielo del nord scintilla con le sue stelle!/

Nelle valli fioreggianti i ruscelli snodano in mezzo ai cespugli/ I boschi suonano in cima dei colli, i venti cantano nelle tundre./ Dappertutto le voci echegiano, dappertutto suonano le corda./ Se possiedi un cuore, nella tristezza e nella gioia ascolta il canto della Finlandia!”.

In queste parole dell’autore Emil von Quanten c’è la storia e l’orgoglio di una nazione e della zona vicino al lago Saimaa dove sorge l’edificio ecclesiastico della congregazione Evangelica Luterana: unico nel suo genere, fu disegnato dall’architetto A. F. Granstedt e completato il 25 settembre del 1847. L’11 giugno di un anno dopo, veniva consacrato nel giorno di Pentecoste.

Le dimensioni sono imponenti: 45 metri di lunghezza, 42 di larghezza, 27 di altezza. Mentre la volta sale nel cielo finlandese sino a 37 metri. Il mio sguardo si perde rapito lungo i 1670 metri dei banchi che possono accogliere sino a tremila persone. Con i posti in piedi, la chiesa può ospitare sino a cinquemila persone.

Fu il reverendo Fredrik Neovius negli anni 40 dell’Ottocento a immaginarla tanto grande: desiderava che almeno metà della cittadinanza intorno al villaggio di Kerimäki, soprattutto durante i giorni di mercato o di festival, potesse essere ospitata in un solo edificio. Così Axel Magnus Tolpo, iniziò i lavori. La morte lo colse improvviso e alla guida dell’impresa gli succedette il figlio, Theodor.

Ogni uomo tra i 15 e i 60 anni d’età fu obbligato a partecipare. E in soli tre anni la chiesa venne edificata. Per quei tempi si trattava di un capolavoro grazie alle colonne, alle travi legate, agli archi, ai lucernari, e alle volte. Ma ciò che mi impressiona di più è l’altare, vicino a dove il coro locale ha intonato il Canto della Finlandia, e da dove si è accommiatato uscendo da una porta laterale.

Fu dipinto nel 1890 da Aleksandra Såltin. Di fronte, proprio in fondo all’edificio, noto l’imponenza dell’organo con i suoi venti registri. Venne realizzato dalla Fabbrica Musicale di Kangasala, e montato nel 1894. Mi aggiro silenzioso tra le navate e i miei occhi si posano sulle stufe in ferro: per motivi di sicurezza sono spente. Servono solo come abbellimento.

Infatti la chiesa di Kerimaki non può essere riscaldata e viene usata solamente nel periodo estivo, quando la temperatura lo consente e oltre 50 mila visitatori arrivano da tutto il mondo per ammirarla. In inverno, i servizi religiosi si tengono sempre nella chiesetta costruita nel 1953 accanto all’edificio principale.

Con un’eccezione: alla vigilia di Natale, i fedeli possono entrare qui, dove mi trovo io adesso, e godere del timido tepore di centinaia di candele che tremolanti annunciano l’Avvento.

Prima di uscire, guardo per un’ultima volta l’altare su cui è scritto con le parole di Gesù Cristo, il motto della chiesa di Kerimäki: “Venite a me, bisognosi e afflitti, e io vi darò conforto”.

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