Kenkävero, il Vicariato di Mikkeli

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Il Vicariato di Kenkävero, Finlandia © Andrea Lessona

Il Vicariato di Kenkävero, Finlandia © Andrea Lessona

Aghi di ghiaccio cadono dal tetto del vicariato di Kenkävero, e si mischiano al suolo innevato: un manto bianco argento su cui si intersecano le ombre dell’edificio storico, a un chilometro dalla città di Mikkeli.

Il centro che ho di fronte, il più vasto e bello del suo genere in Finlandia, conserva tra le pareti in legno pallido la storia e le tradizioni culturali del Savo-Carelia. Me ne rendo conto appena entrato nel tepore della struttura: quadri di parroci osservano dal passato gli ospiti, pronti a sedersi ai tavoli vicino al pianoforte per gustare le prelibatezze della cucina finlandese.

E’ proprio a religiosi come loro che si deve il primo esempio di questo tipo di costruzione, realizzata a metà del XV secolo. Oltre 550 anni fa era solo un umile cottage posato sull’isola di Kenkävero. Un atollo vicino al lago Saimaa che nel XIX secolo venne collegato con un ponte alla terraferma.

Per gli abitanti della zona, il vecchio Vicariato è testimone fedele della regione di Mikkeli e delle terre di confine con l’est della Finlandia. Questo luogo ha vissuto sia la sanguinosa “Guerra dei Randelli”, tra il 1596 e il 1597, sia la distruzione dei soldati russi.

E, come altri edifici del suo genere, è stato un punto di riferimento per la vita della comunità: sia per le questioni religiose, sia per quelle pratiche. Dalla casa, all’abbigliamento, allo sviluppo tecnico a quello agricolo. La libreria di Kenkävero era colma di libri su questi argomenti.

Il Vicariato fu il centro della vita sociale nella zona per molto tempo: i contatti con i castelli vicini erano frequenti, i membri dell’alta borghesia erano spesso ospiti qui per discutere di nuove idee, si festeggiavano compleanni e onomastici, e si organizzavano circoli di cucito. Mentre il Primo Maggio si celebrava l’inizio dell’anno ecclesiastico, d’estate c’erano grandi feste in giardino in cui gli ospiti di ieri potevano gustare le prelibatezze servite ancora oggi.

Poi, nel 1969, il Vicariato cadde nell’oblio: e venne trasferito in città. Solo nel 1988 ci fu la rinascita. L’edificio principale, quello in cui mi trovo io adesso, venne ristrutturato, e si decise di utilizzarlo secondo il progetto dell’Associazione delle arti e dei mestieri di Mikkeli e del distretto di Martha nella regione del Savo-Carelia.

Lascio il legno pallido dell’edificio e cammino sulla neve ghiacciata per entrare nel centro che ospita la più grande selezione di prodotti finnici del paese scandinavo: eredità senza pari di tradizione e cultura di un popolo capace di sopravvivere alle difficoltà. Scaldo le mani, passandole su capi di lana soffice esposti sugli scaffali.

Poi, spinto da quella irresistibile curiosità di guardarmi intorno in ogni posto mi trovi, esco di nuovo nel bianco, spezzato dal rosso delle case intorno. A Natale, l’area è tutta un brillare di candele accese per l’Avvento. Disegnano il sentiero che conduce al Giardino, ora ghiacciato: d’estate, invece, oltre 500 specie prosperano all’orizzonte.

Lo fisso nella luce accecante del sole che si riverbera sul lago Saimaa, proprio di fronte a me. E lo immagino di mille tonalità fiorite.

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