Foresta finlandese, il respiro della Natura

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La foresta finlandese © Andrea Lessona

La foresta finlandese © Andrea Lessona

Nei colori abbozzati d’autunno, la foresta finlandese è respiro denso: attraversa il 78 per cento della nazione, e la delinea. Il suo soffio disteso è dono di salute e profitto per i pochi abitanti che la vivono.

È da loro che, dopo aver lasciato Tampere, la terza città della Finlandia, ho cercato di apprenderne i segreti: conoscenza antica sussurrata e tramandata nei secoli da chi sa che alla Natura si deve timore e rispetto.

Così sono entrato nel mondo degli alberi infiniti: braccia ramate di legno sorgono intorno al cielo riflesso dei laghi. Pini, abeti e betulle proteggono con la loro ombra funghi e bacche, e popolano la foresta finlandese.

La prima tappa del viaggio di due giorni nella regione di Pirkanmaa mi ha regalato l’emozione di procurami il cibo e cucinarlo vicino alla cittadina di Ylöjärvi. “Perché – come mi ha spiegato Timo, una guida finnica – così è molto più buono”.

E aveva ragione: infatti, dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme a raccontarmi della sua società, la Elämyslaari, che organizza attività nella foresta finlandese, mi ha insegnato a pescare il salmone, tagliarlo, pulirlo e farlo cuocere sul fuoco della capanna in legno.

Lì, sotto la veranda, proprio vicino al laghetto dove la mia lenza aveva ipnotizzato il salmone “più grande della giornata”, l’ho gustato come non avevo mai fatto prima – quasi fosse il primo o l’ultimo di una vita.

“La foresta finlandese offre davvero tutto: acqua, cibo e riparo”, mi ha spiegato ancora Timo. Conferma che ho avuto qualche ora più tardi da Eira-Maja Savobnen dell’Istituto di Ricerca Metla.

Con lei ho attraversato a piedi un bel pezzo del Parco nazionale Seitseminen – uno dei 37 che si trovano in Finlandia. Passo veloce dopo passo veloce, mi ha spiegato quanto bene faccia vivere a contatto con la natura.

“Trascorrere venti minuti al giorno nella foresta finlandese abbassa la pressione e diminuisce lo stress”. Ne ho avuto prova da un ospite del bosco: seduti intorno al focolare che si trova lungo il percorso camminato con Eira-Maja, mi ha spiegato che qui vive di più.

Ecco perché spesso lascia il mondo di fuori, e si rifugia tra le braccia degli alberi. Dentro la tenda montata in riva al lago, ascolta il silenzio riempire la notte buia e profonda, e si sente come mai si sentirebbe altrove.

Anche lui come altri esercita il Diritto, sancito dalla legge, di godere della foresta finlandese. Diritto esteso pure sui due terzi dei territori di proprietà privata. La regola è semplice e chiara: si prende solo il necessario, e il resto lo si lascia al prossimo.

In questo modo, la terra ha il tempo di rigenerarsi e di donare il suo respiro benevole e le piante per costruire le case come si faceva una volta. È in una di queste che ho trascorso la notte, e ho mangiato i frutti della Natura finnica.

Villa Julius, realizzata grazie alla fortuna fatta in America dal bisnonno dell’attuale proprietario e guida forestale, è a conduzione familiare: offre così tutta l’ospitalità e il calore tipico della foresta finlandese. Sauna in riva al lago compresa

Nel respiro freddo del mattino dopo, ho percorso l’asfalto stretto e ondulato che attraversa la regione di Pirkanmaa, e sono arrivato a Mänttä: la piccola città dove Gustaf Adolf Serlachius (5 novembre 1830 – 13 giugno 1901) creò un impero.

L’industriale fondò un cartiera in mezzo al nulla dando lavoro e benessere alla popolazione della zona che dalla foresta finlandese trae salute e benessere. Qui tutto parla di lui e dei suoi discendenti che plasmarono il centro.

Trasformarono Mänttä in una cittadina industriale in cui l’arte è però al primo posto. Infatti c’è il museo intitolato al capostipite della famiglia e quello in costruzione dedicato al nipote: dovrebbe aprire il 30 giugno del 2014 con un costo di 19 milioni di euro.

Sulla via del ritorno, mi sono fermato alla Teiskon Viini, una piccola vineria che, sfidando le condizioni atmosferiche della zona, tenta con buoni risultati di produrre il vino coi frutti che la foresta finlandese le offre.

Mentre gustavo un sorso di succo di bacche, dalla finestra dell’edificio guardavo alberi infiniti distendersi all’orizzonte: e pensavo che da loro la Finlandia ricava oltre venti miliardi di euro, tesoro inestimabile di salute e ricchezza.

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